Guida dell`antiquariato

Argenti antichi

Argenti antichi inglesi

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Teiera in argento sbalzato
Iniziamo dicendo che dal 1180 esisteva a Londra un associazione di orafi purtroppo non riconosciuta.
Le persone nei tempi di ricchezza trasformavano i gruzzoli di monete d’argento in oggetti ornamentali mentre nei tempi di carestia portavano l`argenteria nelle officine addette al conio per fonderla e ricavarne moneta corrente: solo al momento della fusione, in base alla percentuale d`argento presente nell`oggetto ci si rendeva conto della disonestà dell’argentiere.

Era quindi necessario un sistema di assaggio per scoprire le percentuali esatte d`argento contenute nell`oggetto senza il bisogno di doverlo fondere.
Il procedimento del tocco (touch) usato per l’oro consisteva nello sfregare l’oggetto sulla pietra di paragone: le tracce ottenute venivano confrontate con quelle lasciate da un pezzo d`oro vero.
Ma questo sistema non era adatto per saggiare l’argento, in quanto anche altri tipi di leghe lasciavano lo stesso colore argentato. Era necessario quindi fare un test più preciso.


Il test consisteva nel riscaldare i truccioli o frammenti della raschiatura d’argento in un recipiente contenente ceneri d’ossa. Il rame veniva assorbito dalle ceneri lasciando una piccola pepita di argento puro che veniva pesata: facendo le proporzioni del peso dell`argento e del peso del rame, si arrivava a capire qual`era la percentuale d`argento puro.

Argenti
Antica tazza inglese Regina Anna, della fine dell`800.
Nel 1300 l`Inghilterra adottò l`uso di mettere un marchio negli oggetti d`argento di qualità provata, chiamata saggiatura. Solo l`argento che conteneva almeno 925 parti di argento puro e 75 parti di rame veniva chiamato sterling e poteva essere marcato con un punzone ufficiale di garanzia. La punzonatura facilitò il compito dei doganieri, che controllavano le esportazioni di oggetti d`argento dall`Inghilterra.

Ma nel 1300 i trasporti erano lenti, scomodi e pericolosi, per cui gli argentieri erano riluttanti a portare le loro merci sino a a Londra per essere saggiate. Molti artigiani perciò ignoravano la legge e vendevano i loro manufatti senza marchio, piuttosto che sopportare disagi e rischi di un lungo viaggio. Inoltre è anche probabile che nelle province qualche disonesto continuasse a produrre oggetti in argento di titolo inferiore (mettendo più rame), nonostante allora la punizione per le frodi era l`esecuzione. Ancora oggi la pena nel Regno Unito è significativa: fino a 10 anni in relazione al tipo di frode.

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Il marchio reale si chiamava King`s mark. Raffigurava una testa di leone incoronata, chiamata in francese araldico leopart e leopardo presso le classi colte: da qui l`attuale nome testa di leopardo, indipendentemente dalla città di origine.

Il 30 marzo 1327, con il decreto reale di Edoardo III, venne riconosciuta la Worshipfull Company of Goldsmiths alla quale fu conferito il diritto di applicare e far valere le leggi sull’assaggio. Poichè questi assaggi avevano luogo nella Goldsmiths’ Hall, sede della Gilda (l`autorità di controllo), il marchio di garanzia venne chiamato hallmark.

Ma si diffuse la pratica da parte della persona responsabile delle marcature, di punzonare come conformi oggetti a titolo inferiore allo sterling standard, incassando compensi impropri per questa pratica. Questo creò molti problemi, perché allora gli oggetti d`argento potevano essere portati alle officine addette al conio ed essere trasformate in moneta, e in presenza dei marchi di garanzia non provvedevano ad ulteriori controlli.

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L`autorità di controllo, chiamata appunto Gilda, rischiava cosi`di veder intaccata la sua autorità, perciò nel 1363 per sopperire a queste defezioni in tutte le principali città nacquero degli uffici di assaggio dove veniva nominato un funzionario che rappresentava l’ufficio di Londra.
Infatti prima del 1350 solo pochi artigiani punzonavano con il loro marchio i propri oggetti. Nel 1363 venne quindi introdotto l`obbligo di un segno di riconoscimento del fabbricante, chiamato maker`s mark, che permettesse in caso di frode nella percentuale dell`argento di individuare il fabbricante. Ma in quei periodi solo il clero e i letterati erano istruiti, per cui le iniziali dei nomi erano segni incomprensibili per la maggior parte delle persone: vennero perciò adottati semplici simboli presi dalle insegne o dal nome dell`artigiano.

Fino al 1378 i test venivano eseguiti solo a Londra nella Goldsmiths’ Hall e l`argenteria doveva esservi portata per essere saggiata e per ricevete il marchio reale. Ogni anno veniva nominato un supervisore, chiamato in vari modi tra cui Master of touch (mastro del tocco), Assay master (mastro di saggio) o Touch warden (operaio del tocco), che controllava gli assaggi: se corrispondente ai titoli richiesti veniva marcata con la testa di leopardo.

A seguito dell’estensione del diritto di punzone a molte fra le maggiori città inglesi, si rese necessaria l’adozione di un sistema che rendesse il Master of touch personalmente responsabile per la salvaguardia del titolo. Poichè veniva eletto annualmente, dal 1478 a Londra l’argento venne marcato con una lettera dell’alfabeto diversa per ogni anno. Quando si arrivava alla Z, si ricominciava da capo cambiando la grafia della lettera oppure la forma dell’incuso (immagine incavata, ad esempio uno scudetto): le altre città seguirono ben presto l’esempio londinese.

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Punzoni di garanzia
Nel 1544 la Goldsmiths`Company impose una propria garanzia di qualità introducendo il marchio del leone passante, che raffigura un leone a figura intera di profilo che guarda sopra la spalla e fa un cenno con la zampa. Questo marchio sostituì ben presto la testa del leopardo come punzone di garanzia, che invece finì per essere individuato come il marchio della città di Londra quando gli altri centri adottarono propri simboli a conferma dell’assaggio.

Presto altre città adottarono un marchio che le contraddistingueva: nel 1556 Edimburgo col punzone di un castello, Exeter nel 1575 con una luna coronata e la X, nel 1560 York con mezzo leopardo e mezzo giglio. In aggiunta a questi, quale ulteriore garanzia di qualità della Corporazione degli Orafi, molte province come York, Newcastle, Chester, Exeter e Bristol usarono il marchio del leone passante.


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Esempi di marchi di vari uffici di controllo.

Da sinistra a destra: Birmingham, Chester, Exeter, Newcaste, Edimburgo, Glasgow, Dublino e Sheffield.







Informazioni da "Antichità il tempo ritrovato" - Cagliari